Lo ha registrato con uno smartphone la gentile Carolina Pragliola il 20 ottobre 2013 durante Gnôthi seautón, Watson! Siamo tutti la figlia di Lord Hicks, la puntata n. 3 di Urna maris barocca. Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia.
Quella sera, come si legge nel blog dell'Accademia Palasciania (post Da Pitone ai pitoni nel Tamigi),
la lettura della poesia In un lago di sangue e di ingranaggi [...] si è trasformata in una vera e propria sequenza teatrale, con tanto di strumenti atti a operare la manutenzione del cuore meccanico della sventurata figlia di Lord Hicks, interpretata da una ragazza distesa inerte sul tavolo, e con l'intervento di altre persone del pubblico: chi a porgere a Coppelius una fetta di torta, chi a bofonchiare in vece di Lord Hicks «la vita è un cimitero i cui lumini sono le stelle», chi a chiudere «immediatamente la porta sullo spettacolo crudele».Non avendo io fatto prove, la recitazione non è un granché. Ma certamente il mondo ha visto di peggio. Ond'ecco:
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