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giovedì 19 maggio 2011

Nel centenario della morte di Gustav Mahler

Una sinfonia deve essere un mondo.
Gustav Mahler

Mahler nel 1881.
Il 18 maggio 1911 – all'età di cinquant'anni, nove mesi e undici giorni – si svincolava dal proprio supporto materiale, nel sanatorio Löw, a Vienna, Gustav Mahler: il mio genio preferito nel campo della composizione per grande orchestra, autore principalmente d'un insieme di nove sinfonie e mezza che rappresenta l'estremo monumento della musica occidentale d'impianto tonale (quella che nasce con gli antichi greci, a dirla in breve, e “muore” con Schönberg).

Mahler nel 1910.
Qui un sito su di lui.
Scopersi Mahler da adolescente; da sùbito venerai la sua opera; e nel 1987 dedicai alle atmosfere della sua Sinfonia n. 9 un'elegietta in endecasillabi e settenari, Andante comodo. Ero diciannovenne, e avevo intrapreso l'esercizio assiduo dell'arte poetica da appena un anno: perciò questa poesia è piuttosto brutta. Ma, non avendo io altro di pertinente nel mio corpus, a debita celebrazione del centenario mahleriano eccola riportata qui di séguito, nella versione definitiva del 1994.


     ANDANTE COMODO

     Vivido fiore di ritmate lacrime
     ingemmato, cartoccio d’un oceano
     celeste di celeste nostalgia,
     l’ultima sinfonia
     di Mahler mi dilacera
     teneramente il cuore e lentamente
     ne disperde i vibratili frattali
     per l’universo.

                                 (O giorni
     svaniti della gioventú, disperso
     amore…)

                       Quanto amore concentrato
     in questi viola di violini, in queste
     foglie cadute come piume d’angeli
     caduti…

                      Se cadrò dall’insectarium
     dove sono spillato
     muratemi nell’ambra
     voi, echi d’un martirio già trascorso
     da un altro; voi, immortali
     impronte d’un titano morto; voi,
     ondule in cui si nega
     la discontinuità di terra e cielo,
     ondate in cui s’annega
     il mio sapermi un’isola di mostri.

     1987-1994


Nota. «O giorni svaniti della gioventú, disperso amore» è una didascalia apposta da Mahler alla partitura della Nona.

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