Festival-laboratori palascianiani di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia: 1. Il laboratorio musicale di Marco Palasciano, 2. La grande ruota delle umane cose, 3. De natura mundi, 4. Euristicon, 5. Arca Arcanorum, 6. Urna Maris barocca, 7. Encyclopædia Cœlestis, 8. Le 77 meraviglie dell'Ottocento palascianiano, 9. Maieuticon, 10. Oniricon, 11. Dal Paleolitico a Palasciania, 12. Ortelius Room. Per maggiori dettagli cliccar qui:

giovedì 11 ottobre 2012

Passata è la tempesta, odo poeti far festa

Non ho fatt'in tempo a pubblicare un minimo resoconto della bella serata del 29 settembre, in cui si è inaugurato il nuovo «anno accademico di nulla accademia» dell'Accademia Palasciania, e già siamo nel vivo di Euristicon. Di esso, decollato l'8 ottobre (vedi qui), domenica 14 ottobre si terrà la seconda puntata, a Palazzo Lanza; lunedì 22 ottobre la terza, a Palazzo Fazio (vedi qui).

Meraviglioso è poter godere di tali spazi, gratuitamente concessimi da Cooperativa culturale Capuanova e Libreria Guida Capua, con speciale gentilezza, in virtù puramente del mio ingegno, ch'essi benignamente riconoscono il sommo dell'ager capuanus; e ciò, sebbene strida colla mia naturale modestia, m'è di grande conforto in quest'epoca incerta. Finito, a ogni modo, è il semestre oscuro, di crisi e di catarsi, compreso fra metà marzo e metà settembre 2012; la Libra s'è librata, si rinasce*; rinascita celebrata da I libri cambiano il mondo, evento a documento del quale vedete in questo post cinque foto scattate da Grazia Martin.

Nella prima parte del reading si sono succeduti sul palco i quattro poeti e performer in programma (che avrebbero dovuto essere cinque ma, ahinoi, Dino Arbolino è finito a letto con la bronchite). Per ben incominciare, Luca Iavarone ha dato lettura del poemetto comico di Simone Petrella Può la poesia salvare il mondo?

Luca Iavarone.

Daniele Ventre ha presentato due propri componimenti neoclassici, Ecloga II. Lamento di Itlodeo e Liberaci signore dalle arguzie, più due carmi di Catullo da lui tradotti isometricamente: il n. 63 (in galliambi ritmici resi con doppi ottonari dal secondo membro tronco, occasionalmente sostituito da un senario bisdrucciolo) e il n. 76 (in distici elegiaci resi con un «ripensamento» ventriano dell'analogo modello pascoliano).

Daniele Ventre.

Marco Palasciano ha tenuto un intervento sul ruolo dei primi libri a stampa nel recupero della letteratura scientifica ellenistica e nell'avvio della scienza moderna; quindi ha teatrato alcuni suoi status di facebook relativi all'ultima fase del semestre oscuro, cantato il suo Mottetto per voce incredibilmente sola, e letto infine altre sei sue poesie: nell'ordine Antimateria; Sestina II; Marte; Delirio/desiderio, alba, infinito; Sestina I; Ninna nanna (quattro di esse si trovano qui).

Marco Palasciano.

Nadia Marino ha presentato il suo romanzo Ritmo tribale e dato da leggere a Palasciano la poesia Scampia, ohi Marì dalla silloge Galere. Infine nella seconda parte si sono esibiti, con lettura di una o più loro poesie cadauno, sette spettatori: nell'ordine Dante Iagrossi, Teresa De Ninno, Fabio Barissano, Mariele Gilda Papa, Tonino Gentile, Grazia Martin, Annamaria Cembalo.

Nadia Marino.

Tra le persone assenti loro malgrado, la gentilissima poetessa Vanna Corvese si è premurata di fornire “giustifica” scritta, via facebook, in nove endecasillabi rimati:
Il caldo mi ha sfinita, amico mio:
languisco mentre tutto gira intorno.
La Musa giace esanime ed anch'io
ora riposo e aspetto un nuovo giorno.
È sempre mia compagna l'utopia
che con parole esatte manifesta
i segni del futuro: è la poesia.
Ma non potrò venire a questa festa
che stanotte rallegra Capua mia...
Trentasette i volumi donati dagli spettatori (la maggior parte da Domenico Callipo) alla Librioteca dell'associazione VeraMente.

Marco Palasciano (al microfono) consegna i libri raccolti al presidente
di VeraMente, Fabio Ianniello (a sinistra). A destra Domenico Callipo.

* Sulla simpatia tra l'equinozio d'autunno e i casi palascianiani vedi Hypnerotomachia Palasciani.

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