domenica 1 giugno 2014

Un'aggiunta alla voce «Foshan» in Wikipedia

Con più di due anni e mezzo di ritardo, ho scoperto stanotte il più tragico documento video che mi sia mai capitato di contemplare, quanto a disumanità di umani su altri umani, considerata la sproporzione fra l'innocenza della vittima e l'indifferenza dei carnefici (valutando come tali sia gli attori, sia gli omissori); e, per catarsi, ho inserito in Wikipedia la relativa storia.

Il Buddha che contempla dal suo
monte la città di Foshan, nome
che vale «Monte del Buddha».
Foshan è stata resa tristemente famosa in tutto il mondo da un incidente occorso il 13 ottobre 2011, alle ore 17.26 locali[1], nei pressi di un mercato. Una bambina di due anni di nome Yueye, figlia di lavoratori migranti, fu investita e travolta da un suv bianco, che dopo aver sostato per qualche istante sopra di lei la scavalcò schiacciandola nuovamente, stavolta con una ruota posteriore, e riprese il tragitto. Yueye rimase lunghi minuti sull'asfalto in una pozza di sangue tra l'indifferenza totale dei pedoni di passaggio, nonché dei guidatori di altri veicoli, uno dei quali non ebbe ritegno a passarle a sua volta con le ruote sulle gambe. Il tutto fu documentato da una telecamera di sorveglianza; tramite Internet, in séguito, il video ebbe la più ampia diffusione, suscitando accese polemiche. La bambina fu ricoverata in terapia intensiva e si spense sette giorni dopo.[2]

1. Come risulta dal video di sorveglianza [...].
2. Cina: morta Yueye, bimba investita tra indifferenza generale, ANSA, 22 ottobre 2011.

sabato 17 maggio 2014

«La faccia sua era faccia d'uom giusto» (Inf. XVII 10)

In occasione del 17 maggio (Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia; in proposito, vedi qui) mi è parso giusto citare, come omaggio a papa Francesco, il 17° canto dell'Inferno di Dante, nel titolo del presente post; post che appartiene alla serie delle trascrizioni di miei stati di facebook: quanti di essi mi vada di «traslare», per particolare significatività o ludicità o beltà, «dal risonante pantarei di facebook al ristagnante pantano della blogsfera», come altrove dicevo; ond'ecco:


Status di facebook del 16 maggio 2014, ore 12.58

    Oooooooooooooooooooooh ma QUANTO è commovente il papa nelle foto in cui riceve la carezza di un ragazzo down.
    Quanto a me, mi commuoverò SOLTANTO quando ritratterà le orribili parole, Bergoglio, che scrisse nella sua (non abbastanza) famosa lettera del 22 giugno 2010 ai monasteri di Buenos Aires, tuttora grondante veleno.
    Leggetela e ditemi, quindi: dov'è veramente il Demonio?
Francesco Scaramuzza, Gerione.
«[...] Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia. Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. [...]. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio [...]. Qui [...] c’è l’invidia del Demonio [...]. Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo di distruggere il disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una mossa del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. [...] Oggi la Patria, in questa situazione, ha bisogno dell’assistenza speciale dello Spirito Santo che porti la luce della verità in mezzo alle tenebre dell’errore. [...] Per questo mi rivolgo a Voi [...]. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. [...] Questa guerra non è vostra, ma di Dio. [...]»

giovedì 15 maggio 2014

Poesiola fastidita

Conchita Wurst all'Eurofestival 2014.
Sono stati  i barbari tweet di Maurizio Gasparri su tale
vittoria a ispirare, per reazione, la poesiola qui sotto:
l'epigramma Sulla diffusa ignoranza in tema di
sessualità sciamanica e di metafisica parmenidea
.
Se non capite nulla di nulla della poesiola da nulla qui sotto, siete delle bestie ignoranti, ma potete sempre evolvervi in angeli sapienti, andandovi a studiare che diavolo sia uno sciamano, e quale sia la peculiarità degli sciamani in termini di identità sessuale, peculiarità che è la medesima di Conchita Wurst, e chi diavolo sia Parmenide, e in che senso egli consideri illusoria la realtà sensibile, ed eterno l'essere, e come contrapponga la via della verità alla via dell'opinione, e che diavolo significhi la locuzione cartesiana «res extensa», e che diavolo voglia dire la metafora del saggio che addita la luna e dello stolto che guarda il dito, e «pterio» scusatemi se non lo troverete in nessun dizionario ma è un neologismo mio che qui serviva per ragioni metriche e vale «alato», e la Dike citata è quella del poema parmenideo, ma anche la Dike salita al cielo a farsi costellazione della Vergine per allontanarsi dalla terra divenuta teatro di barbarie, e la O sbarrata è il simbolo del vuoto, e vedete anche un po' chi diavolo sono quelli che Nietzsche accusa di dire «no» alla vita, ecc., e infine potrete risorgere come fenici, se almeno sapete che diavolo sia una fenice.


SULLA DIFFUSA IGNORANZA
IN TEMA DI SESSUALITÀ SCIAMANICA
E DI METAFISICA PARMENIDEA

(EPIGRAMMA IN SEI COBLAS UNISSONANS
DI QUATTRO QUATERNARI)

Vuoi ch’io narri?
narrerò
di un’immensa
Via smarrita,

che ai tamarri
tacerò.
(Res extensa
«luna»? è dita!)

Sù, sui carri
pterii! go!
Dike, ascensa, a
sé ci invita.

Quei bizzarri
rei il cui «no»
è un’offensa
per la vita

li si sbarri
come un’O
ch’ira addensa
’n sé infinita...

(Di Gasparri
penso ciò
ch’egli pensa
di Conchita.)

martedì 29 aprile 2014

Poesiola paradossale (facebook, 29 aprile 2014)

Spiacevole che al mondo
esistano persone
che trovino spiacevole
che ne esistano altre;

vorrei che si uccidessero,
ma per amor di logica
poi dovrei anch'io uccidermi;
o disamar la logica,

e vivere, contento
del suicidio di massa
di quanti la cui vita
spingeva altri al suicidio.

sabato 26 aprile 2014

Il volantino delle prossime sei puntate di «Encyclopædia Cœlestis»

Il programma del laboratorio Encyclopædia Cœlestis è mutato: non più ventuno puntate, ma quindici; alle costellazioni zodiacali dovevano esserne dedicate dodici, invece saranno sei, una ogni due settimane, con da una a tre costellazioni per puntata (si comincia con Pesci e Capricorno). Questo perché il tempo non mi bastava più. Ora potrò dedicarmi anche alla preparazione di ciò che si conviene per il bicentenario della nascita del Dottore, nonché a dilungare qualche salutifera passeggiata tra l'un servizio e l'altro e, in generale, a vivere. Non so com'io abbia fatto, fino adesso, a reggere il ritmo d'una puntata alla settimana da allestire, riguardando agli anni e mesi passati. Le ultime nove erano dedicate alle Muse: saranno state loro a sostenermi; e son lieto d'averle sì onorate, postrèmo sforzo di mia giovinezza, della quale l'ultima verde goccia è in via d'evaporare.

giovedì 17 aprile 2014

Lessi nel 1985, per prima cosa, la storia della candida Eréndira

Status di facebook del 17 aprile 2014, ore 23.28
Ho appena saputo della morte di uno dei più grandi scrittori del mondo, cui debbo molto della mia formazione. Colgo l'occasione per precisare che Gabriel è il nome, García il cognome paterno, Márquez il cognome materno. Se non avete mai letto Cent'anni di solitudine, siete dei poveracci. Se avete letto quello e anche L'autunno del patriarca, vi abbraccio come fratelli. Amen.

mercoledì 2 aprile 2014

Pesci d'aprile del 2014

Ecco tutti i miei Pesci via sms del 1° aprile 2014, in ordine cronologico. Sostituisco qui i nomi delle persone, dei palazzi e delle librerie con lettere asteriscate. Il n. 1 si interrompe apposta su «vad». Del n. 2 ho inviato cinque versioni diverse a seconda dei destinatari: con «Capua», con «Santa Maria Capua Vetere», con «Caserta», con «l’aversano», con «Napoli». Il «vialone» citato nel n. 7 è viale Carlo III di Borbone a Caserta, notorio luogo di prostituzione. Se vi piacciono questi Pesci, infine, vedete pure il post Pesci d'aprile del 2012.


1. IL BAMBINO RAPITO
Cari amici purtroppo la felicità di M* che ieri si è laureata è stata di breve durata, stamattina è successa una cosa terribile, accompagnava a scuola G* e se lo è visto portar via da due uomini mascherati su una moto che l'hanno strappato dalle sue braccia. Mi ha ora chiamato urlante e piangente, nessuna richiesta di riscatto ancora, il bambino potrebbe essere ovunque in Campania, se avete qualsiasi notizia utile contattatemi, grazie. Intanto vad

2. I PRETI FINTI
Attenzione, girano per Capua preti finti che con la scusa della benedizione pasquale entrano in casa, narcotizzano le persone e rubano tutto, passa parola

3. SANGUE
Appello urgente! serve sangue di qualsiasi gruppo: recatevi a Caserta alla Avis di via Mercato Ittico e dite che è una donazione per mio zio Vlad che deve tenere un festino per i suoi amici vampiri ma ha finito improvvisamente le riserve ematiche per una falla nell'orcio in cantina, roso dai topi. Grazie

4. LA RINGHIERA DIVELTA
Ahimè non posso muovermi, ho una gamba ingessata, sono caduto dal balcone di una mia amica (per fortuna sta al primo piano) perché la ringhiera si è divelta!

5. INCENDIO
Hai saputo?? è andato a fuoco Palazzo L*!! pare siano stati i russi…

6. TOPI MORTI
Hai saputo? la libreria S* è stata chiusa dai NAS, hanno trovato un topo morto tra le bibbie!

7. REDENZIONE FALLITA
Carissimi, mi dispiace della tristissima notizia che sto per darvi, io per primo ne sono affranto e distrutto. Purtroppo A* è stato picchiato a morte da una prostituta che stava cercando di redimere sul vialone, le esequie si terranno domani alle 13.00 presso la chiesa del Redentore. Baci disperati.

mercoledì 26 marzo 2014

Corruzione automatica

Numi! per tutto il web si legge che Moscòpulo fu autore della... «Epurlluara»! Questo titolo impossibile non è altro, ho dedotto, che la corruzione automatica (sic) di «Ἐρωτήματα» (Erotèmata) da parte d'uno scanner, lasciata tal quale da ignoti sciattoni. Ma ci rendiamo conto? Ora ho corretto Wikipedia (alla voce su Massimo Plànude); ma resta nel resto del mondo l'errore, l'orrore.

domenica 9 marzo 2014

A proposito di «superamento del corporeo grazie al corporeo stesso»

Ecco qui (sconsigliato a chi non ama né l'astratto né il nudo integrale) il video di una registrazione completa di Still standing you di Pieter Ampe e Guilherme Garrido, produzione belga-portoghese, suggestivo spettacolo di danza contemporanea o teatro-danza tutto giocato sull'interazione dei corpi, più o meno in lotta libera, in una comica e poetica sintesi dell'universo delle relazioni umane: http://etheatre.altervista.org/videos/short-theatre-7-west-end-still-standing/


Prima di guardare il video (o anziché guardarlo) potete leggere qui una recensione dello spettacolo: http://nucleoartzine.com/still-standing-you-short-theatre-7/

La filosofia alla base di simili spettacoli sarà fra gli argomenti che avrò da trattare questa domenica sera nella puntata n. 4 del laboratorio Encyclopædia Cœlestis, dedicata a Tersicore, musa della danza. Anche se «di danza, in questo incontro, non si parlerà quasi per nulla», come ne recita l'annuncio. «Gli argomenti spazieranno dall'armonia dell'evoluzione dei corpi fisici nello spaziotempo al senso ultimo dell'essere, passando per la magia dionisiaca e il superamento del corporeo grazie al corporeo stesso. Punto di svolta: il denudamento dai nostri abiti mentali».

sabato 8 marzo 2014

Altra fil. cr. di prima mattina

Ovemai chiaro non fosse, il secondo verso di ogni cobla pari, qui, coincide col soggetto, non col complemento oggetto, della proposizione contenuta nella cobla.

ALTRA FILASTROCCA
CRETINA DI PRIMA MATTINA
E PRECISAMENTE MATTINA
DELL’8 MARZO

È la festa degli uomini
provvisti di vagina,

che non è bello dòmini
chi ci ha la mentulina*.

Dei preti il papa nomini
di forma femminina,

non più tal passo abòmini
la Chiesa malandrina.

Siamo tutti condòmini
della Terra meschina,

ogni sessismo sgomini
l'intelligenza fina.

«Ed ora andate a dire che sono un buono a nulla» (Gargantua bambino al padre Grangola nel cap. XIII del Gargantua di Rabelais, 1534, trad. Gildo Passini, 1925).

giovedì 20 febbraio 2014

Chiarimento sulla collocazione di una illustrazione di Athanasius Kircher

Le prime nove delle ventuno puntate del mio novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia Encyclopædia Cœlestis, inauguratosi domenica scorsa, saranno dedicate alle nove Muse. E ciascuna Musa sarà associata a un mondo o sfera celeste del sistema aristotelico-tolemaico secondo uno schema di corrispondenze che ritorna identico, fra l'altro, in un passo nel capitolo I del De nuptiis Philologiæ et Mercurii (V sec. d.C.) di Marziano Capella e in due illustrazioni dell'età moderna capitatemi sott'occhio, delle quali la più vecchia è il frontespizio del De practica musicæ (1496) di Franchino Gaffurio.

[Aggiornamento del 26 febbraio: ora la più vecchia ch'io abbia sottomano è un'illustrazione dal Musica practica (1482) di Ramos de Pareja.]

Per risalire alla collocazione dell'altra illustrazione, recante la didascalia Schema symbolicum novem Musarum et Apollinis iuxtamentem Mythologorum & Grecorum & Hebræorum, ho dovuto durare un po' di fatica. Ho compiuto la ricerca esclusivamente via Google, ma infine son riuscito nell'intento. E ho potuto così smentire quanti, copiandosi l'un l'altro lungo il web, erroneamente vanno riportando che l'illustrazione si trovi in una fantomatica edizione romana del 1665 dell'Ars magna lucis et umbræ in mundo di Athanasius Kircher (a meno che si trovi uguale in quella, ovemai esista).

L'autore è lo stesso, ma il libro è un altro, infine: Obeliscus Pamphilius, hoc est interpretatio nova et hucusque intentata obelisci hieroglyphici, per i tipi di Ludovico Grignani, Roma, 1650. Il suddetto Schema symbolicum si trova precisamente nel libro III (Mystagogia ægyptiaca), capitolo XII (De Musarum & Apollinis mystica significatione), pag. 244.

L'illustrazione in oggetto.

venerdì 7 febbraio 2014

Parte il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell'Accademia Palasciania

:) Dopo una pausa di 55 giorni, l'«accademia meno accademica del mondo» (che tra cinque giorni compirà quindici anni) riprende le attività con l'avviare, sempre sotto la mia umile conduzione, la sua sesta stagione di incontri filosofici: Encyclopædia Cœlestis. La puntata n. 1, dedicata alla Musa Talìa e quindi alla sfera della comicità, si terrà a Capua il 16 febbraio. Ingresso libero.

sabato 1 febbraio 2014

Filastrocca cretina di prima mattina

Non era questa, ma un po' ci somigliava.
Ieri, appena svegliato, tornandomi alla mente una figura su un libro che martedì scorso sfogliavo in libreria, e sua didascalia, m'è venuto da domandarmi: «Cos’è uno spazio di Lobačevskij?».

Il resto del contrasto, tutto un nonsenso (o forse un senso emerge?), è venuto da sé, la furia creativa cretina facendomi perdere tempo invece di prepararmi per uscire a far dei servizi urgenti (col risultato di trovar chiuso il CUP dell'ospedale).

Visto il successo, poi, di questa chitarronata volgarissima in quartine ABAB di quinari, mi risolvo a traslarla dal risonante pantarei di facebook al ristagnante pantano della blogsfera, dove l'ecumene potrà pascersene in pseudoeterno.

Mi scuso infine con quanti abitanti del Lazio possano sentirsi offesi, cui chiarisco: gli insulti qui fioriti non sono rivolti alla loro totalità bensì a «quei laziali» immaginariamente stanziati nei territori occupati dai «tedeschi» (nazisti) al termine della Seconda guerra mondiale in una realtà alternativa e dediti alle più orwelliane banalità del male.


«Cos’è uno spazio
di Lobačevskij?»
«L’area del Lazio
data ai tedeschi».

«E se uno uscire
vuol da quei luoghi?»
«S’alzano pire,
s’alzano roghi».

«E, mecojoni!,
se sta ove stava?»
«Porta i calzoni
alla zuava».

«E se la gonna
vuole portare?»
«Ha all’uom, se è donna,
da sottostare».

«E se ci ha il pene
quel travestito?»
«Ciò l’ecumene
si lega al dito».

«Vivere in pace
non si potria?»
«Se sei capace
d’ipocrisia».

«E se volessi
restare puro?»
«Pulisci i cessi,
lavori duro».

«E se la schiena
poi mi fa male?»
«Tizio ti mena
giù per le scale».

«Perché quel Tizio
mi menerebbe?»
«Tale servizio
da fare ebbe».

«E s’egli manca
al suo dovere?»
«Nessuna è bianca,
tutte son nere».

«Le anime, intendi,
di quei laziali?»
«Uomini orrendi
come animali».

«No, lo stambecco
val più dell’uomo».
«Del pari Lecco
val più di Como».

«Ma la munnezza
sta in ogni dove».
«Non v’è certezza,
non vi son prove».

«Mondo di cacca
non euclidea!»
«Quand’uno stacca
realtà da idea...»

giovedì 23 gennaio 2014

Cenni di economia dello spirito

«Salve, ho notato che svolge molteplici attività. Le chiedo, siccome anche io ho ambizioni di intraprendere un percorso di interdisciplinarietà: quante cose fa e come ha fatto a portarle avanti tutte? sia in termini di tempo sia in termini di energia spesa». Avevo riportato qui la mia lunga risposta al gentile giovane amico di facebook; la penna mi aveva preso la mano e mi era parso quindi un peccato che così faticata lettera restasse privata; ond'eccola resa pubblica, a beneficio di eventuali altre anime interessate. Ma, ripensandoci, meglio levarla via. Ne lascio solo il frammento che segue:
Mi scuso infine per l’autocelebratività trasudante dalla mia risposta, ma la tua domanda era una vera trappola per narcisi.

sabato 4 gennaio 2014

Sonetto per l'ennesimo decennale amicale

28 gennaio 2011: alla Festa dell'Amicarium la cerimonia
di proclamazione della classifica dell'Amicarium 2010
si conclude con l'abbraccio al primo classificato.
Di recente si sono successi ben tre decimi anniversari inerenti alti accademici di nulla accademia dell'Accademia Palasciania, esseri umani o simulacri stoffacei di coccodrilli che fossero: il 13 settembre il decimo anniversario della mia conoscenza dei due Vicepresidenti onorari, il 12 dicembre il decimo anniversario dell'adozione del coccodrillo Arturo nostra mascotte, e il 3 gennaio il decimo anniversario della mia conoscenza del Segretario onorario; relativo a quest'ultima occasione, per la quale si è iersera tenuto nel Palascianeum un festino riservato a noantri più pochi Soci Ornamentali scelti, è l'umile sonetto goliardico che segue. ^_^

Dieci anni fa ero giovin, ricco e bello;
tutte le strade innanzi avevo aperte;
oggi son vecchio, brutto ed ho scoperte
tante cambiàl quante cosce un bordello.

Dieci anni fa mi funzionàa il cervello;
le mie teorie l’erano piuccheccerte;
indi alla psiche mia furono inferte
tali ferite, ch’ora è un gran macello.

Tutto ciò per averti conosciuto,
Domenichino mio, quel tre gennaio
sul quale ho bestemmiato tante volte.

Ma infine non mi pento, e mai pentuto
sarò; che appresso a te, tra guaio e guaio,
vissi gioie indicibili, alte e molte.