Qualche mese fa la webzine «Sul Romanzo» mi ha commissionato un articolo sul tema della diversità sessuale e dell'identità di genere; cliccate sull'immagine qui sotto, e giungerete al numero di luglio 2012 della rivista (anno 2, n. 3), dove alle pagine 20-23 potrete leggere detto articolo, intitolato L'eros è eterno, il sesso è contingente e incentrato sull’«orientamento erotico-affettivo omosessuale. Nello specifico, si forniscono le basi metafisiche per una sua corretta apologia, come antidoto al diffuso e tenace rifiuto [...] di attribuirgli una dignità pari a quella dell’analogo orientamento eterosessuale. Rifiuto che poggia in gran parte sull’episteme ebraico-cristiana, cui qui si contrappone una diversa episteme».
Visualizzazione post con etichetta filosofia di Marco Palasciano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta filosofia di Marco Palasciano. Mostra tutti i post
venerdì 3 agosto 2012
L'eros è eterno, il sesso è contingente
mercoledì 12 ottobre 2011
La natura di «De natura mundi»
A chi, letto il programma di De natura mundi, gentile oggi diceva «Non capisco: è filosofia o comicità o ambedue?», ho risposto – e qui, ché mi par utile, riporto – improvvisando lesto questo testo.
*
* *
Se ella ha presente la divina Commedia, non ho da farle altri esempi per spiegare la natura di De natura mundi: la filosofia deve toccare tutti gli argomenti, si sa, dai più alti ai più bassi. E destino di questi ultimi, tra l’altro, è essere oggetto d’ironia, più o meno feroce: ond’ecco la «comicità» che giustamente ella notava – in particolare quando ci si riferisca , per es.,
● alla «poesia mediocre» da cui «Apollo» deve salvarci, e in generale ai cattivi scrittori nonché attori («Te lo do io il laboratorio…»);
● o al(l’a me ormai invisissimo*) postmodernismo, massime quello dei nichilisti e dei dissacratori alla cieca, i cui discorsi sono spesso purissima aria fritta (vedi l’esperimento di Alan Sokal del 1996...), da me qui scimmiottata già tramite un titolo come Dall’estetica trascendentale all’anestetica trash-and-antani: mio Dior, come sono caduta in vascio!;
● o a Radio Maria, e al paraocchismo religioso tutto.
Per il resto vi sono cose altissime, dove l’ironia diminuisce e aumenta la poesia, e nelle quali metto tutto me stesso. C’è tutto il mio sistema di valori, maturato in una vita; ci sono i miei sforzi nelle arti, e sanno gli spettatori quanto non sono vani, né merdosi; c’è la meravigliosa sinergia di classicismo e futurismo; c’è l’enciclopedismo, la maieutica, l’amore universale non per dire; c’è il superamento, non l’esorcismo, del timore della morte; c’è il più sano divertimento; c’è anche la restituzione (se a qualcuno interessi) di “Cristo” alla sua umanità, indizio chiave il teatro; c’è la confisca al cristianesimo d’ogni pretesa di primato amoroso-messaggistico, considerata la natura fondamentalmente buona della nostra specie – ultimi studi** docent –, altro che macchie di peccato originale da stinger col battesimo; c’è la forma più sana d’antropocentrismo, premessa necessaria allo sviluppo del «nuovo Rinascimento» o quel che sia (e Astrea è già tornata, l’han colta gli astronauti dell’Apollo, sta solo aspettando in un appartamentino l’ora d’andare alla gran festa); c’è tutto quello in cui credo, e che volgo in pratica quotidianamente; c’è il mondo, insomma, visto attraverso gli occhi di un genio: genio, per giunta, d’umiltà immensa. Che può di più volersi? è pure gratis. :D
*
* *
* Di antipostmodernismo pure tratta un recente articolo dell'amico e sodal Daniele Ventre: La miseria della postfilosofia.
** Vedi per es. Robert Frank, Passions Within Reason: Tre Strategic Role of the Emotions, W.W. Norton, New York, 1991 (cit. a pag. 121 di Mark Buchanan, L'atomo sociale. Il comportamento umano e le leggi della fisica, trad. Massimo Parizzi, Mondadori, Milano, 2008).
giovedì 22 settembre 2011
Nel decimo anniversario della prima idea della Ruota palascianiana
Ricorre oggi, 22 settembre 2011, non solo il compleanno d'una Rosa rosarum a me cara (qui e qui dei vecchi versi genetliaci per lei da me composti; ahimè, mò con l'evento di posdomani da parare non ho avuto né la testa né il tempo per un sonettaccio nuovo [aggiornamento: cliccate qui!]), ma anche il decimo anniversario della formulazione della prima versione della Ruota palascianiana. Come riporta la Palascianopedia, quella «prima idea, rozzamente storicistica», si trova documentata nel mio diario del 22 settembre 2001.
Questo l'incipit dell'annotazione: «La tavola cromatica zodiacale mi ispira a un tratto potentemente una correlazione precisa tra il susseguirsi ciclico dei colori e la ciclicità della storia». Colori la cui ruota, successivamente, non avrà più alcuna corrispondenza univoca con la Ruota palascianiana; puro arbitrio ornamentale saranno quelli da me usati per l'acrilico su tela del 2010 che la illustra, e che potete vedere nella foto qui sopra.
La Ruota palascianiana ha subìto negli anni, infatti, una complessa evoluzione, sia formale sia di significati, che dalla primitiva articolazione in dodici settori l'ha portata infine agli attuali sedici, passando per la tenace versione a otto.
Della mia speculazione intorno a un tale «giocattolo» filosofico, ho cominciato l'autunno scorso a divulgare i risultati provvisori nel corso di apposite pubbliche conferenze, a partire dal ciclo di otto «lezioni-spettacolo» di La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum), che ha consacrato la Ruota palascianiana come la struttura base intorno alla quale ho da sistematizzare la mia filosofia.
Ed ecco i link alle cinque voci che attualmente la Palascianopedia dedica alla Ruota e alle opere ed eventi a essa collegati, se qualche cosa in più v'interessa saperne:
• Ruota palascianiana
• prima idea della Ruota palascianiana
• evoluzione della Ruota palascianiana
• Paradigmo ovvero Hypnerotomachia Palasciani
• I dieci mondi dell'umano spirito
• La Grande Ruota delle Umane Cose (De Magna Rota Rerum Humanarum)
Iscriviti a:
Post (Atom)

