Festival-laboratori palascianiani di scienza, filosofia, poesia, arti varie, gioco e umana armonia: 1. Il laboratorio musicale di Marco Palasciano, 2. La grande ruota delle umane cose, 3. De natura mundi, 4. Euristicon, 5. Arca Arcanorum, 6. Urna Maris barocca, 7. Encyclopædia Cœlestis, 8. Le 77 meraviglie dell'Ottocento palascianiano, 9. Maieuticon, 10. Oniricon, 11. Dal Paleolitico a Palasciania, 12. Ortelius Room. Per maggiori dettagli cliccar qui:

domenica 2 ottobre 2011

Napoli, 1° ottobre 2011

Che bella mattinata e pomeriggio ch'ò trascorsi a Napoli quest'oggi! Dalle 10.17, ora d'arrivo del regionale da Capua, alle 17.38, ora di ripartenza, almeno nella teoria. Sette ore luminose di sole, amore (spirituale) ed input culturali, in occasione d'un pranzetto a tre fin troppo rimandato!

Il primo degli otto
tomi oggi reperiti.
Dell'avere sfidato ansia e statistiche diarroiche, e preso il treno solo soletto, il Karma m'ha tra l'altro premiato facendomi incorrere in un reperimento meraviglioso: presso una rinomata libreria di Port'Alba, nell'attesa che Rosa tornasse dalle poste, ho pescato ben otto volumi della serie Le letterature del mondo, Sansoni/Accademia; talché d'essa la Biblioteca Palasciania possiede ormai cinquantaquattro tomi su cinquantasei, e ne mancano solo quello sulla letteratura francese dal Romanticismo al Novecento e gli indici. O gioia!

Più tardi abbiamo pure visitato un paio di basiliche famose, quella medievalosa di Santa Chiara (già vista, se memoria non m'inganna) e quella baroccosa di...

— Come si chiama questa chiesa?
Gesù Nuovo.
— Che combinazione: si chiama come la piazza qui di fronte!

Urania su un sarcofago del
II sec., Museo del Louvre.
E che grandeur! Che architettura onirica! Quegli aurei spazi! Quei pilastri immensi! Quella Vergine in piedi sul globo del cosmo, ond'io a pensare alla musa Urania! Quante tombe pre-editto di Saint Cloud, sotto i nostri cauti piedi! Quanti ex voto d'argento inchiodati su muri e volticciòle!... Ma soprattutto che poesia, svoltando, sistemato in due stanze, il mobilio di Giuseppe Moscati: il letto, la poltrona dove morì sereno all'improvviso dopo una veramente santa giornata a dare aiuto a poveri malati, le librerie coi libri, lo scrittoio...

Poi, usciti*, mentre dentro si battezzava un bimbo che tra anni leggendo questo blog trasalirà, e per premiarmi si sbattezzerà, ho acquisito il numero d'ottobre di «Le Scienze» e ci ho trovato almeno un paio di spunti freschi utili al bel seminario che – non so se sapete – parte domani sera: De natura mundi. L'interpretazione del mondo in ottanta giorni. Al quale s'accenna nel verso 2 del sonettaccio d'occasionissima che in duplice copia, quest'oggi, in pizzeria ho ai miei amici consegnato:


SONETTO TARDIVO
PER I COMPLEANNI DI CARMINE E ROSA
Pur se mancano ormai sol poche ore
a De natura mundi, lectio prima,
ci tengo a dedicare qualche rima
a voi – ch’oggi vedrò – con tanto amore.

Te, Carmine, e te, Rosa: Poesia e Fiore!
non qual questa poesia ch’è senza lima,
fiore di carta che la vostra stima
diminuirà nell’arte dell’autore…

Io sono il can che porta un osso al bimbo
suo padrone, e voi in due quel bimbo stesso.
Fa schifo, sí, ma è tutto ciò che avea

quel cane questo dono. Or voi nel limbo
non lasciatemi: dite presto, adesso,
se voi m’amate ancor, mio dio! mia dea!

* Rosa, ciò letto, ratta mi corregge: «A onor del vero la rivista l'hai presa prima di entrare in chiesa, non dopo».

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