sabato 21 dicembre 2013

Il mio commento come firmatario della petizione per Barbara Balanzoni

Signor Ministro, sono un Palasciano e mi corre dunque l'obbligo di ricordarle come di un analogo atto di “insubordinazione”, curando feriti nemici, si sia “macchiato” Ferdinando Palasciano, medico militare, nel 1848, venendo condannato a morte e poi graziato, e venendo infine riconosciuto come precursore della Croce Rossa. La dottoressa Balanzoni si è mossa esattamente nello stesso spirito. Non c'è altro da dire...

http://firmiamo.it/sig--ministro-salvi-il-medico-amico-degli-animali

Regressi civili a ritmo serrato

Mio status d'oggi in facebook. Gli astrologi o chicchessia ci dicano che kafka sta succedendo nel mondo: come mai capitano tutte insieme? l'India e la Spagna che negli stessi giorni tornano indietro sui passi della civiltà, criminalizzando omosessualità l'una e aborto l'altra; l'Uganda che nel mentre pur fa il suo; l'UE col suo passo falso... Oh che diavolo mai sta transitando? l'asteroide Obscurantismus?

Commento, utile in parte, d'un amico. È molto più semplice di quello che si pensi. Con l'aggravarsi della crisi economica, in molti paesi del mondo si è visto il ritorno delle destre; ed ecco il risultato.

Aggiornamento del 13 gennaio 2014. S'aggrega la Nigeria al nigro gregge. (Della Russia non parliamo, già da un anno è odi senz'amo.)

Aggiornamento del 13 marzo 2014. Tocca al Brunei brunirsi e entrar tra i rei. Li devo continuar gli aggiornamêi?

lunedì 9 dicembre 2013

La simmetria del giorno. Come vivere ed operare al meglio

Oggetto: la giornata ordinaria ideale dell'artista filosofo. Nel grafico allegato, ciascuno spicchio rappresenta un'ora, con inizio all'orario indicato dal numero. Nel testo che qui segue sono inseriti quindici link ad altettante utilissime pagine di approfondimento.


Kant era preciso come un orologio.
La prima ora inizia alle 9, con la sveglia, e consiste per la più parte di onirografia, abbozzi, abluzioni, organizzazione e colazione. Alle 14 circa si pranza; alle 21 circa si cena; e tanto l'una quanto l'altra pausa sarà bene che duri un'ora intera, sia ai fini del relax sia della socializzazione con gli eventuali commensali. Intorno alle 2 ci si corica, indi si sta fra letture di svago e appunti oziosi, acché entro le 3 subentri il sonno, che occorre duri almeno sei ore. Nelle quattordici ore rimanenti, che nel grafico sono campite in verde, si studia e si lavora.

Durante studio e lavoro è necessario, soprattutto per riposare la vista, fare pause di almeno un quarto d'ora ciascuna, almeno nei tre punti che ho segnato con una bianca pausa di semiminima: mezzogiorno, le 18, mezzanotte.

In tutto ciò, non si trascuri di scrivere il diario in tempo reale. Né di telefonare, in una pausa o nell'altra, alle persone care e distanti che più abbisognino di una testimonianza d'affetto.

C.D. Friedrich, Viandante
sul mare di nebbia
, 1818.
Sarà salutifero, inoltre, ritagliarsi del tempo per delle quotidiane passeggiate all'aperto, se funzionano i piedi, di almeno un quarto d'ora. Un quarto d'ora è anche la durata di tempo da trascorrere a riposo dopo un pasto prima di un'eventuale passeggiata; il momento migliore per passeggiare, tuttavia, è fra le 17 e le 19, o fra le 17.30 e le 18.30, o fra le 17.45 e le 18.15... così da dividere perfettamente in due metà la giornata studioso-lavorativa.

Quanto al momento migliore per l'autoerotismo, è l'ultima ora di veglia, fra le 2 e le 3, quando gli altri già dormono e non vi è rischio di esser disturbati; se il computer è ancora acceso ci si può agevolare con qualche video porno, se è già spento si può fantasticare a letto; e se c'è un partner si può toglier l'auto-. L'importante, almeno per i soggetti maschi, è orgasmare due o tre volte alla settimana.

Sarebbe infine buona norma bere un bicchier d'acqua ogni ora. E orinare almeno ogni tre ore, cioè sette volte: (I) appena svegli, (II) nella pausa di mezzogiorno, (III) alla fine della pausa pranzo, (IV) nella pausa delle 18, (V) poco prima di cena, (VI) nella pausa di mezzanotte, (VII) poco prima di addormentarsi. Devo anche dirvi quando andare a cacare? :D

Non è semplicissimo e meraviglioso?

venerdì 6 dicembre 2013

5 dicembre


Il momento preciso in cui in facebook mi è capitata sott'occhio questa immagine sono state le ore 23.23 del 5 dicembre, giorno della nascita di mio padre e della morte di Nelson Mandela, e il suo indicatore delle condivisioni ne contava 555. Questo mi è parso un segno analogo al «Cinque, cinque» pronunciato da un mio amico nel sonno come narrato nella pagina del blog Palascianopedia intitolata Limbo, Purgatorio e rinascita spirituale, dove pure è detto che «nella filosofia palascianiana il cinque è il numero associato all'amore universale».

venerdì 22 novembre 2013

Un incontro palascianiano alla chiesa dei Santi Rufo e Carponio

I miei discepoli più atei inorridiranno? pazienza; godano i miei discepoli cristiani; non si può contentar tutte le frange. :D

Sarà forse il più suggestivo momento della quinta stagione di incontri filosofici palascianiani, tanto per lo scenario quanto per i contenuti (a sorpresa); nonché per la novitas della collaborazione: ché, sebbene non sia la prima volta che una mia performance si tiene in una chiesa (quattro anni fa per esempio partecipai con una lettura di Donna de paradiso di Iacopone da Todi a un evento nell'abbazia di San Pietro ad Montes, né si contano le volte che ho suonato su un organo o un armonium in questo o quel luogo sacro, ora per semplice amore della musica, ora per amore di amici addolorati ai quali le mie improvvisazioni servivano a rallegrare qualche messa di requiem), questa è la prima volta che si tratta di un evento ufficiale dell'Accademia Palasciania.

Per una tale storica occasione di interscambio artistico e culturale va ringraziata la disponibilità, piena e pronta com'è in sua natura, del parroco don Gianni Branco. Ond'ecco: sabato 23 novembre 2013, alle ore 17.55, si terrà una puntata speciale del Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia nella splendida chiesa dei Santi Rufo e Carponio (Capua, corso Gran Priorato di Malta 15), antica di quasi mille anni. Ingresso libero.

In che consisterà precisamente quest'incontro? venite e vedete.

https://mw2.google.com/mw-panoramio/photos/medium/69095223.jpg
Foto di Enrico Fiandra. Cliccare per ingrandire.

martedì 5 novembre 2013

Due poesie adespote e un orologio inutile

*_* Sono amato, la gente mi fa omaggi! Qualche giorno fa, ignoti m'han lasciato un paio di poesie sul tavolo della sala in cui avevo tenuta la lezione n. 4 del corso in corso (per leggerle cliccate sul relativo banner qui sotto); e ieri, a margine della replica della lezione n. 5, mi è stato fatto dono d'un oggetto dada (cliccate sull'altro banner).

E più avrei da ringraziare, per quel che m'è donato da amici vecchi e nuovi dì per dì, in quest'ebbro periodo alto di spasmi, filigranato di filìa a pleonasmi; ma il tempo di scrivere è poco, le cose da fare son tante. Toccherà forse aspettare la prossima Festa dell'Amicarium.

http://palasciania.blogspot.com/2013/10/anonime-poesie-su-matto-e-mago.html

http://palasciania.blogspot.com/2013/11/angeli-mostri-pseudomostri-eccetera.html

venerdì 25 ottobre 2013

Sonetto sonante sopra le righe, ancorché umile e umido (di rugiada), per il dí genetliaco di Viola Amarelli

[Nota aggiunta a gennaio 2014. Questo mio sonetto, all'insaputa della dedicataria (che poi ne ha avuta spero gradita sorpresa), è stato inserito in un volumetto antologico edito in occasione del secondo anniversario dell'inizio delle attività di Letteratura Necessaria.]


Flautanti auguri a te, mia Viola eletta,
bel fior che – pur se il balbo babbio mondo
l’assedia ohibò d’ebbr’erbe erèbee a tondo,
spinosette – con suono di spinetta

spiega i petali ogn’alba e di foglietta
in foglietta da sé discrolla il pòndo
di bríniche perlucchie e col profondo
oficlèide del sól s’intona e duetta,

né il suo canto si méschia alla melassa
che glassa altrui orticel d’oboèi sospiri
bensí non sdegna la glissata grassa

di cazzimma che fa ch’io piú l’ammiri;
a tai concenti io godo, e che tu goda
è il desio che al desk mio a poetar m’inchioda.



martedì 22 ottobre 2013

«Chiudete immediatamente la porta sullo spettacolo crudele!»

Rarissimi sono i video di mie performance. Questo qui sotto, di circa cinque minuti, è l'unico che si trovi in YouTube e, credo, in tutta Internet, a tutt'oggi.

Lo ha registrato con uno smartphone la gentile Carolina Pragliola il 20 ottobre 2013 durante Gnôthi seautón, Watson! Siamo tutti la figlia di Lord Hicks, la puntata n. 3 di Urna maris barocca. Nuovo festival capuano di scienza, filosofia, gioco e poesia.

Quella sera, come si legge nel blog dell'Accademia Palasciania (post Da Pitone ai pitoni nel Tamigi),
la lettura della poesia In un lago di sangue e di ingranaggi [...] si è trasformata in una vera e propria sequenza teatrale, con tanto di strumenti atti a operare la manutenzione del cuore meccanico della sventurata figlia di Lord Hicks, interpretata da una ragazza distesa inerte sul tavolo, e con l'intervento di altre persone del pubblico: chi a porgere a Coppelius una fetta di torta, chi a bofonchiare in vece di Lord Hicks «la vita è un cimitero i cui lumini sono le stelle», chi a chiudere «immediatamente la porta sullo spettacolo crudele».
Non avendo io fatto prove, la recitazione non è un granché. Ma certamente il mondo ha visto di peggio. Ond'ecco:

venerdì 27 settembre 2013

Parte il 6 ottobre il nuovo festival palascianiano

Ci risiamo! :) L’«accademia meno accademica del mondo» terrà quest'autunno a Capua il suo quinto corso-laboratorio a base di scienza, filosofia, arte, gioco e umana armonia, articolato in dodici puntate, come sempre a ingresso gratuito.

Si tratterà di lezioni-spettacolo tenute dalla mia umilissima persona, ricche di argomenti educativi stimolanti e inusuali nonché di momenti di grande divertimento, con tanto di laboratorio di scrittura, teatrale, musicale ecc.

Per avere un’idea di quel che l'Accademia Palasciania vi prepara, potete dare una scorsa al programma di qualche evento scorso, come Euristicon (a questa pagina, contenente i link alle descrizioni delle singole puntate) o Arca Arcanorum (a quest'altra pagina).

Il programma del nuovo evento è ancora in via di definizione, ma tutte le date sono già stabilite, nonché il luogo: il Palazzo della Gran Guardia. Vedi annuncio nel blog dell'accademia.

Me al leggio durante una puntata di Euristicon. Palazzo Lanza, 2012.

La terza edizione di «100 Thousand Poets for Change»

Fine del vacuum estivo. Il primo sabato d'autunno si torna in scena, stavolta a Teano.

Personalmente, oltre a preannunziare il «festival» capuano di cui è detto nel blog dell'Accademia (vedi qui), darò lectura di un brano dell'Odissea di Omero nella traduzione di Daniele Ventre, in corso di pubblicazione per Mesogea: accecamento di Polifemo e fuga. E, di mio, il trittico del 2007 Analogo in versi di un quartetto.

Questa è la locandina dell'evento. Cliccare per ingrandire.

Le nostre chattate sono più belle delle vostre

Io: Per cui il gatto di Schrödinger non schrödinzola più, giusto?

D.: No, è morto o è vivo: la sua funzione d'onda è un calcolo delle probabilità sulla scommessa dell'osservatore all'interno dell'esperimentop.

Io: Esperimentop... cioè esperimento fatto da topi... povero gatto!

D.: Bieco sfruttamento dei refusi!

Io: È così che funziona l'evoluzione cosmica. Di clinamen in clinamen.


(Si parlava, via facebook, di QBism. Per saperne di più cliccare, qui sotto, sulla copertina del numero di «Le Scienze» di agosto 2013.)

lunedì 23 settembre 2013

Due sonetti genetliaci paralleli

I sonetti peggior ch’i’ abbia mai scritto! :D


Per R.

Del tuo spirito la beltade immensa
fin dal novantatré m’illuminò
tal che, pensa e ripensa, dir non so
cosa ch’eguagli ciò, pensa e ripensa.

No no no no. Cosa ch’eguagli ciò
dir non so, benché in me sia ricca e densa
la materia – pour ainsi dire – che pensa.
Non so dir. Non so dir. No no no no.

Pur, qualche cosa dovrà dirsi in questo
ennesimo sonetto, fuor del solito
«happy birthday to you» che nulla dice.

No. Nulla dico. E a te, cuor pio e rubesto
(din don dan!), i’ e don Dom (mio domo accolito)
due don diam che faranti – oriam – felice.


Per C.

L’immensa del tuo spirito beltade
fin dal novantacinque illuminommi,
tal che dire non so (par mi s’ingrommi
la mente) cosa che ciò eguagli. (E cade

la penna, indi rimbalza e a vol mi rade.)
No. Dire ciò non so, benché sian sommi
quegl’innati saper ch’il ciel donommi.
Sarà ch’essi l’età, avanzando, abrade.

Pure, qui in quest’ennesimo sonetto
qualcosa dovrà infine – fuor dell’«happy
birthday to you» che nulla dice – dirsi.

No. Nulla dico. E a te, cuor magno e netto,
due don diam i’ e don Dom (che, a quel che seppi,
ha il piú netto e maggior – vuoil pur? – dei tirsi).

martedì 10 settembre 2013

Nel tempo che Iunone era crucciata

E mentre il mondo viaggia verso l'autodistruzione... e tanti spiriti trambasciati pregano e digiunano mesti... qua, fra noi accademici di nulla accademia, si sguazza nel sollazzo; si sbevazza; si impazza. Iersera, a casa di Madame F., m'han fatto mangiare da scoppiare; ubriacare, fra le più sconce boutades improvvisate; e dare lectura integrale del canto XXX dell'Inferno. Ma si può?

Diego Velázquez, I bevitori, 1628-1629.

domenica 25 agosto 2013

Anagramma per il 25 agosto

Te genio! La morale rende schiavi degli stronzi.
 =
Oggi è l'anniversario della morte di Nietzsche.

martedì 9 luglio 2013

XIII sonetto di compleanno per Sante

Come abbicata al limo sta la rana,
sta così ciascun uomo al proprio vizio;
ma il mio non è tal ch’io me ne delizio:
l’accidia è, che mi domina sovrana.

Santino mio, passata è una semmana,
due, tre, quattro, la quinta ha avuto inizio,
e tu goduto ancor non hai lo sfizio
dell’annuale poesia palascianiana.

Vero è che tempo non ho piú per l’Arte
da che Filosofia a sé mi chiama,
e l’energia che resta è picciol parte.

In ogni caso, il Palasciano t’ama;
e ciò sta tra gli assiomi piú sicuri.
Tanti, tardivi ma giulivi, auguri!