Marco Palasciano, Un'anima, fotografia rielaborata, cm 17×21 circa, 10-11 maggio 2012:
Quanto a tecnica usata, per la precisione, quest'immagine non è null'altro che una foterella scattata tutt'altro che professionalmente con un umilissimo Nokia C1-01, quindi voltata in negativo e sottoposta a poc'altri ritocchi con Picasa. Soggetto originario: un soffione nel giardino di Palazzo Grimaldi, a Marcianise.
Quanto al significato dell'opera, rimando alla descrizione del secondo disegno mostrato nel post Due disegni (qui).
venerdì 11 maggio 2012
La più bella opera d'arte da me finora creata
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fotografia
venerdì 4 maggio 2012
La mia quarta lezione di pittura
Ieri, giovedì 3 maggio 2012, sono stato alla mia quarta lezione di pittura (qui il post a resoconto della prima, qui quel sulla seconda, qui quel sulla terza). Ho avuto da fare esercizi di disegno rapido, ritraendo una mano di manichino sistemata in varie pose, tempo 15 minuti a posa:
E questa è la mano servita da modello:
Un singolo esercizio (cliccar per ingrandire ulteriormente):
E questa è la mano servita da modello:
Un singolo esercizio (cliccar per ingrandire ulteriormente):
giovedì 3 maggio 2012
Pio Meo Di Cesare rivive in una voce enciclopedica
Alate novità sturbano il mondo. Venerdì 4 maggio 2012, alle ore 17.00, sarà presentata presso il Circolo Artistico Politecnico (Napoli, piazza Trieste e Trento 48) la nuova casa editrice Homo Scrivens (sic), collaterale all'omonimo laboratorio di scrittura, reggitor d'ambedue Aldo Putignano.
E di Homo Scrivens sarà presentata la prima opera a stampa: la seconda edizione dell'Enciclopedia degli scrittori inesistenti, mirabile opera collettanea tra i cui 184 redattori (qui una lista completa) si trova anche – e ciò già basterebbe, diciamolo, a giustificare l'acquisto del voluminoso volume – il vostr'umile Marco Palasciano.
Due le voci da me redatte, relative l'una alla poetessa Cristiana Carità e l'altra (lunga il quintuplo della metà) al suo sventurato sodale Pio Meo Di Cesare, la storia del quale in particolare è ben nota ai palascianisti di ferro. Vedansi, in proposito, i seguenti quattro post del blog dell'Accademia Palasciania:
Grande concorso di lamenti funebri, 2 aprile 2010
Premio «Lamento per Pio Meo Di Cesare», 30 gennaio 2011
Postilla a «Pectora Cæsareo luctu», 31 gennaio 2011
Chiusa la saga di Pio Meo Di Cesare, 3 aprile 2011
E di Homo Scrivens sarà presentata la prima opera a stampa: la seconda edizione dell'Enciclopedia degli scrittori inesistenti, mirabile opera collettanea tra i cui 184 redattori (qui una lista completa) si trova anche – e ciò già basterebbe, diciamolo, a giustificare l'acquisto del voluminoso volume – il vostr'umile Marco Palasciano.
Due le voci da me redatte, relative l'una alla poetessa Cristiana Carità e l'altra (lunga il quintuplo della metà) al suo sventurato sodale Pio Meo Di Cesare, la storia del quale in particolare è ben nota ai palascianisti di ferro. Vedansi, in proposito, i seguenti quattro post del blog dell'Accademia Palasciania:
Grande concorso di lamenti funebri, 2 aprile 2010
Premio «Lamento per Pio Meo Di Cesare», 30 gennaio 2011
Postilla a «Pectora Cæsareo luctu», 31 gennaio 2011
Chiusa la saga di Pio Meo Di Cesare, 3 aprile 2011
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enciclopedie
martedì 1 maggio 2012
Sei sonetti barocchi per le nozze di Giuseppe Bellone e Maria Teresa Lanza
Pubblico qui il giocoso epitalamio che, su gentile richiesta – che molto mi ha onorato – degli sposi, ho scritto nei giorni scorsi e quindi declamato durante il loro banchetto nuziale, a Palazzo Lanza, la sera del 28 aprile 2012. Forma: sei sonetti ABBA ABBA CDC DEE, in stile démodé (tra Giambattista Marino e l'Arcadia). I primi due sono stati composti la sera del 25 aprile; il III e il IV la sera del 26; gli ultimi due in fretta e furia il giorno stesso delle nozze, in un'ora e mezza, sùbito prima di recarmi al banchetto (dopo aver perso la maggior parte del pomeriggio, a causa d'una visita inaspettata). Il progetto originario prevedeva un'articolazione in almeno sette sonetti; tra gli argomenti tagliati, un accenno di trasposizione del mito di Filemone e Bauci dalla Frigia a Capua e, a chiusa, l'insana promessa d'intraprendere all'indomani la composizione d'un intero poema tipo Furioso ariostesco, a eterna gloria stavolta non degli Estensi ma della stirpe dei Lanza-Bellone.
Marco Palasciano
III
![]() |
| Lancio del riso alle nozze di Giuseppe Bellone e Maria Teresa Lanza. Chiesa dei santi Rufo e Carponio, Capua, 28 aprile 2012. |
Marco Palasciano
Sei
sonetti barocchi per le nozze
di Giuseppe
Bellone e Mariateresa Lanza
I
O Muse, mie cugine e coinquiline!
|
lo so, lo so che è frivolo e oggi alquanto
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fuor di costume il genere di canto
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– l’epitalamio – che oso alle divine
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vostre grazie, genía di Mnemosíne,
|
chiedere d’ispirarmi. Pur, fintanto
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che mio sarà del cuor piú puro il vanto
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tra i poeti campani, io so che infine
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ai prieghi miei voi sempre liete e leste
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risponderete. Ed oggi piú che mai,
|
trovandoci alla festa delle feste:
|
dopo vent’anni ormai di dài e dài,
|
oggi sotto ogni piú benigna stella
|
si è congiunto il Bellon con la sua Bella.
|
II
Però non basta il placet
delle Muse,
|
amici umani, a che la mente mia
|
trovi d’ogni arte la diritta via
|
anziché perder sé tra idee confuse.
|
Senza cateti niente ipotenuse.
|
Senza un cerchio d’amor niente poesia.
|
Sempre è question di cuore e geometria,
|
mai di ritegno o di accidiose scuse.
|
Ben lo seppe Giuseppe quand’io, intento
|
alla drammaturgia dei suoi Percorsi
|
della Memoria, procedevo a stento
|
per la melanconïa in cüi incorsi
|
in quei giorni a me avari di dulcedini
|
sí che flosce pendevano le redini.
|
III
E ognun dovette empirmi d’attenzioni
|
– ricorderai pur tu, Maria Teresa –
|
fin ch’ebbi completata la mia impresa
|
e iniziaron le rappresentazioni.
|
Le quali da sei anni e tre stagioni
|
si tengono or per strada ed ora in chiesa,
|
quando non in castello; e piú è ripresa
|
la pièce,
piú a tutti scendono i coglioni,
|
temo… Però, mia cara, e tu, mio caro,
|
questo è già un bell’esempio, che ai capuani
|
demmo, di come Capua esser può un faro
|
d’arte e cultura (anche se è un po’ per cani
|
e porci quel mio testo); ed ha gran parte
|
Palazzo Lanza in tal cultura ed arte.
|
IV
è per l’amor che qua voi due spandete
|
come la cornucopia le monete.
|
Qua ogni alato è felice di far l’uovo.
|
Voi deste inizio ad un periodo nuovo
|
per quest’egra città, cui un’aurea rete
|
tesseste intorno d’anime replete
|
d’ogni ingegno e virtú. Io mi commuovo:
|
tra la muffa e la cenere di Capua
|
voi fate rifiorire tali gigli,
|
che chi emigrar nell’isola di Papua
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voleva ci ripensa. E i vostri figli,
|
infin, della Campania del futuro
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faranno un paradiso di sicuro.
|
V
Quanto a vostre virtú, potenze ed atti
|
altro da dir non ho, ché il resto è noto.
|
E oggi che pronunciaste il vostro voto
|
nuziale, onde siam tutti satisfatti,
|
come mancare io avrei potuto? Infatti,
|
a parte la mia assenza dalle foto,
|
lo sgabello del pianoforte vuoto
|
e niuno a declamar dei versi adatti,
|
sarebbe stato perder l’occasione
|
di dirvi in tal momento, il piú importante,
|
quanto sia grande non l’affettazione
|
ma l’affetto ch’ò per voi due, garante
|
il fatto che ho rischiato di mancare
|
e l’idea mi faceva disperare.
|
VI
Costretto infatti a sceglier tra le attese
|
vostre nozze ed il gran completamento
|
d’un mio percorso di risanamento
|
che vo compiendo ormai da qualche mese,
|
in cui tante energie finora ho spese,
|
reso conto mi son che quel che sento
|
per voi non è da poco, o il mio tormento
|
avrebbe avuto fiamme meno accese.
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Poi volle il cielo far mutar le date:
|
e, o gioia!, eccomi a voi. Ma aver dovuto
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riflettere su quel che voi mi date
|
è stato – e chiudo qui – come un imbuto
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che in cor, qual dolce vino, versi un mare
|
d’amore. E non rimane che brindare.
|
![]() |
| Cortile parato a festa per le nozze di Giuseppe Bellone e Maria Teresa Lanza. Palazzo Lanza, Capua, 28 aprile 2012. |
La mia terza lezione di pittura
Nella solatia giornata di ieri, lunedì 30 aprile 2012, sono stato alla mia terza lezione di pittura (qui il post a resoconto della prima, qui quel sulla seconda). Il risultato è stato il seguente abbozzo di acquerello:
E questo è l'arbusto servito da modello:
E questo è l'arbusto servito da modello:
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pittura
mercoledì 25 aprile 2012
Un autoritratto mimico allegorico
La foto che segue (di Fabio Ianniello) mi ritrae durante il secondo incontro, tenutosi il 21 aprile scorso a Villa di Briano, del workshop Le dinamiche di gruppo (valente anche come sesto incontro del laboratorio di riconciliazione Star bene insieme). Nello specifico esercizio di cui la foto è documento, bisognava raccontare sé stessi prima mediante una rappresentazione non verbale, quindi spiegandone il significato. Al mio turno ho portato in scena quattro sedie disponendole in modo caotico per poi tentare di riordinarle, fallendo in questo fino a quando non è entrata in scena una figura umana dal cui abbraccio fraterno ho tratto l'energia necessaria per infine riorganizzare, con rapidità inaspettata, le quattro sedie in perfetta armonia simmetrica. Analogamente nella vita non potrei conseguire alcun risultato pratico se non alimentato da moventi puramente affettivi, del tutto alieno all'idea di lucro.
venerdì 20 aprile 2012
La mia seconda lezione di pittura
Nella piovosetta giornata di ieri, giovedì 19 aprile 2012, sono stato alla mia seconda lezione di pittura (vedi post sulla prima). Il risultato è stato il seguente abbozzo di disegno a grafite:
E questo è il candelabro che si è usato come modello:
E questo è il candelabro che si è usato come modello:
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pittura
martedì 17 aprile 2012
La mia prima lezione di pittura
Nella piovosa giornata di ieri, lunedì 16 aprile 2012, sono stato alla mia prima lezione di pittura. Ciò presso Spazio Corrosivo, a Marcianise.
Erano anni che volevo tornare a quest'arte, da me finora insufficientemente praticata (vedi voce «pittura» nella Palascianopedia). Riuscirò a sostentarmene, com'è progetto ardito, nella mia vecchiaia, estinte le già esigue rendite di famiglia? O farei meglio a confidare, piuttosto, nella carità a rotazione degli amici, come dovette Peirce...? Certo sull'alta letteratura, per sua riottosità ai risvolti economici, non si può fare conto in tale senso. Né per i miei concerti riuscirei a farmi pagare; e se fossi pagato, non riuscirei a suonare, probabilmente. Quasi tutte le cose che so fare, infine, mi riescono bene soltanto a farle gratis: tale è la mia condanna, in questo mondo, o forse mia salvezza.
Intanto il risultato di queste prime mie due ore di apprendistato artistico è stato il seguente abbozzo di Natura morta, realizzato in grafite, tempera (il giallo) e acrilico (il blu) su carta:
Va detto che la zampa in alto a sinistra non è ch'io l'abbia disegnata storta per sbaglio, era veramente così; vedasi, a prova, il tavolino reale:
Ma forse avrei dovuto essere meno realistico e più verosimile.
Erano anni che volevo tornare a quest'arte, da me finora insufficientemente praticata (vedi voce «pittura» nella Palascianopedia). Riuscirò a sostentarmene, com'è progetto ardito, nella mia vecchiaia, estinte le già esigue rendite di famiglia? O farei meglio a confidare, piuttosto, nella carità a rotazione degli amici, come dovette Peirce...? Certo sull'alta letteratura, per sua riottosità ai risvolti economici, non si può fare conto in tale senso. Né per i miei concerti riuscirei a farmi pagare; e se fossi pagato, non riuscirei a suonare, probabilmente. Quasi tutte le cose che so fare, infine, mi riescono bene soltanto a farle gratis: tale è la mia condanna, in questo mondo, o forse mia salvezza.
Intanto il risultato di queste prime mie due ore di apprendistato artistico è stato il seguente abbozzo di Natura morta, realizzato in grafite, tempera (il giallo) e acrilico (il blu) su carta:
Va detto che la zampa in alto a sinistra non è ch'io l'abbia disegnata storta per sbaglio, era veramente così; vedasi, a prova, il tavolino reale:
Ma forse avrei dovuto essere meno realistico e più verosimile.
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pittura
martedì 10 aprile 2012
Due disegni
Pubblico qui un paio di immagini realizzate il 6 aprile 2012 a Villa di Briano, presso l'associazione VeraMente, durante il IV incontro di Star bene insieme. Laboratorio di riconciliazione. Il tema assegnato era rappresentare sé stessi, e io io l'ho articolato in due disegni: il primo ambientato nel mondo materiale, il secondo nel mondo spirituale. Di séguito ecco essi e le relative esplicazioni.
1.
La quotidianità è rappresentata da una casa buia, nella quale sono ammassati disordinatamente dei cubi, il cui monotono rigore formale rappresenta il falso ordine imposto al mondo dalle epistemi consuetudinarie, prone all’immanente e alle sue tenaci illusioni. Un omino, che è pur parte – fisicamente – di quel mondo, guarda però fuori, al cielo stellato, che rappresenta ciò che di eterno e luminoso – puramente spirituale – trascende la buia quotidianità, più vero di essa, essa che per l’unica verità si spacciava. Il cielo stellato ispira all’omino l’idea d’una simmetrica struttura circolare, perfetta, cristallina, tutt’altra cosa dai meschini cubi.
Potesse egli trasfondere quell’idea nel mondo materiale! contribuirebbe così al rimetterlo in sesto; e, rimesso in sesto, il mondo procederebbe all’unisono con le armonie mirabili di quel cielo stellato, del mondo atemporale e incorruttibile che è oltre la finestra.
(Certo, uno potrebbe anche non curarsene, tanto morendo si libererà del mondo corruttibile in ogni caso; ma il miglior modo di giocare al videogame della vita è – probabilmente – curarsene, di ciò, con tutta l’anima.)
2.
In una sorta di spazio a infinite dimensioni, atemporale ed eterno, il cui centro è in ogni punto, le nostre anime – tutte uguali per purezza – vivono tutte interconnesse da filamenti o raggi d’amore inesauribile, in perfetta felicità e armonia.
Questa realtà (che alla nostra ragione – tranne per intuizione – è inconoscibile, nel momento in cui siamo immersi nel gioco della vita) è il mondo autentico; rispetto a esso, il mondo materiale e temporale ha la consistenza di un sogno, non essendo altro che una sorta di immenso videogame nel quale – tra conflitti e concordie e gioia e pena – le anime giocano a impersonare le più varie creature, in una vasta gamma etico-estetica, volontariamente dimentiche dell’altro – il vero – mondo, in cui esse sono “dèi”.
(Quand’anche nel mondo che conosciamo – l’illusorio, benché a trovarci in esso esso ci appaia l’unico concreto – un’anima si incarnasse in un assassino, infine fuori di quell’avatar e del videogame universale essa ritorna ad essere, nel mondo atemporale, un’anima purissima, d’identico splendore delle altre e alle altre interconnessa, nell’infinita rete dell’amore assoluto. Ciò non toglie che il miglior modo di giocare non sia, probabilmente, l’assassinarsi l’un l’altro, ma l’un l’altro abbracciarsi: la perfetta felicità terrena non risulterà essere altro, allora, che quella di strutturarsi – come mondo – isomorficamente al mondo superiore.)
![]() |
| Immagine 1: il mondo materiale. |
La quotidianità è rappresentata da una casa buia, nella quale sono ammassati disordinatamente dei cubi, il cui monotono rigore formale rappresenta il falso ordine imposto al mondo dalle epistemi consuetudinarie, prone all’immanente e alle sue tenaci illusioni. Un omino, che è pur parte – fisicamente – di quel mondo, guarda però fuori, al cielo stellato, che rappresenta ciò che di eterno e luminoso – puramente spirituale – trascende la buia quotidianità, più vero di essa, essa che per l’unica verità si spacciava. Il cielo stellato ispira all’omino l’idea d’una simmetrica struttura circolare, perfetta, cristallina, tutt’altra cosa dai meschini cubi.
Potesse egli trasfondere quell’idea nel mondo materiale! contribuirebbe così al rimetterlo in sesto; e, rimesso in sesto, il mondo procederebbe all’unisono con le armonie mirabili di quel cielo stellato, del mondo atemporale e incorruttibile che è oltre la finestra.
(Certo, uno potrebbe anche non curarsene, tanto morendo si libererà del mondo corruttibile in ogni caso; ma il miglior modo di giocare al videogame della vita è – probabilmente – curarsene, di ciò, con tutta l’anima.)
![]() |
| Immagine 2 (a colori invertiti rispetto al disegno originale): il mondo spirituale. |
In una sorta di spazio a infinite dimensioni, atemporale ed eterno, il cui centro è in ogni punto, le nostre anime – tutte uguali per purezza – vivono tutte interconnesse da filamenti o raggi d’amore inesauribile, in perfetta felicità e armonia.
Questa realtà (che alla nostra ragione – tranne per intuizione – è inconoscibile, nel momento in cui siamo immersi nel gioco della vita) è il mondo autentico; rispetto a esso, il mondo materiale e temporale ha la consistenza di un sogno, non essendo altro che una sorta di immenso videogame nel quale – tra conflitti e concordie e gioia e pena – le anime giocano a impersonare le più varie creature, in una vasta gamma etico-estetica, volontariamente dimentiche dell’altro – il vero – mondo, in cui esse sono “dèi”.
(Quand’anche nel mondo che conosciamo – l’illusorio, benché a trovarci in esso esso ci appaia l’unico concreto – un’anima si incarnasse in un assassino, infine fuori di quell’avatar e del videogame universale essa ritorna ad essere, nel mondo atemporale, un’anima purissima, d’identico splendore delle altre e alle altre interconnessa, nell’infinita rete dell’amore assoluto. Ciò non toglie che il miglior modo di giocare non sia, probabilmente, l’assassinarsi l’un l’altro, ma l’un l’altro abbracciarsi: la perfetta felicità terrena non risulterà essere altro, allora, che quella di strutturarsi – come mondo – isomorficamente al mondo superiore.)
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disegno
lunedì 2 aprile 2012
Pesci d'aprile del 2012
Ecco tutti i miei Pesci via sms del 1° aprile 2012, in ordine
cronologico (il n. 1 un istante dopo il rintocco della mezzanotte).
Sostituisco qui i nomi delle persone con lettere asteriscate, non corrispondenti alle iniziali reali, in ordine
alfabetico. Il n. 3 gioca su «dragare» e «drag queen». Appresso al Pesce
n. 4 riporto pure le risposte dell’amico destinatario, e mie
controrisposte.
1. SEQUESTRO
Mi trovo prigioniero di una banda di teppisti a Latina, vi prego, aiutatemi, servono immediatamente 2500 euro o mi taglieranno un orecchio! Venite al km 115 della statale Sabaudia-Nettuno alle 7.45 ed entrate nell’edificio con la torretta. Non chiamate la polizia. Grazie.
2. ESPLOSIONE AL MUSEO
Hai sentito il botto? Una signora impazzita dopo un aborto mal riuscito ha fatto saltare in aria con una bomba carta la sala delle Matres al Museo Campano, stamattina! Lei è perita, feriti due custodi.
3. SUICIDIO AL FIUME [ad A*]
È successa una cosa terribile. B* si è buttato a fiume, sto correndo là, stanno DRAGANDO il Volturno con l’aiuto del circolo Le Regine del Travestì. Che tristezza!
4. CAMION PRECIPITATO [a C*]
Mi trovo al *** Museum e qui tutti sono sconvolti, è successa una cosa terribile, il camion è precipitato in una scarpata per 200 metri. Purtroppo non potremo più usarlo per il pianoforte. Ora vado con un amico dal povero sig. D* che è all’ospedale in condizioni critiche, nel salernitano. Un abbraccio.
– Dici davvero?
– Lo so, sembra incredibile... Vuoi venire anche tu?
– Sono in associazione a suonare, ora non posso. Ma dici sul serio davvero?
– Assolutamente. Pensa che stanno ancora cercando la sua gamba destra sul fondo del crepaccio, sperando di riuscire poi a ricucirgliela. Fortuna che quell’uomo è forte come un toro.
5. LITIGIO AMICALE [a E*]
Sono stato ora alla SNAI e ho litigato di brutto con F*, è finita per sempre. Ora vengo da te e ti racconto tutto quello che ti teneva segreto. Ti farà male ma è giusto che tu sappia, perdonami anzi di aver taciuto fino a ora, ma ero vittima di un ricatto. Ora però basta. Ti voglio bene, arrivo tra cinque minuti, comincia a metterti seduta. O se preferisci camminiamo.
6. MINACCE [a G*]
H* è sotto casa I* e sta facendo il pazzo, la signora mi ha chiamato, sto andando a cercare di calmarlo. J* doveva andare al lavoro mezz’ora fa ma non può uscire o H* lo ammazza. Se non lo calmo io, chiameranno la polizia. J* è terrorizzato, dice la madre in lacrime.
7. DELITTO D'ONORE [a K*]
L* mi ha telefonato angosciato, M* ha beccato N* e O* in un bunker e li ha uccisi con una mazza di ferro, poi è andato a costituirsi e la polizia ha or ora portato la notizia ai familiari di N*. Una tragedia immane.
8. SUICIDIO IN GARAGE [a P*]
Sono il cugino di Marco, il poverino si è impiccato nel garage e ha lasciato una lettera per lei, dove dice di non sopportare che parta per la Colombia. Sappia che gliela faremo pagare...
9. ILLUSIONE CRUDELE [a Q*]
Ti amo.
10. REVIVAL CINEMATOGRAFICO [a R*]
Alle 4 del mattino su Iris i corti della Libera Università del Cinema 1993-1994!!! Anche Il grillo e La Madonna mi ha sorriso...!
11. ESECUZIONE [a S*]
Hai saputo? T* è morto, ucciso da dei naziskin che lo hanno lasciato sull’asfalto con un limone in bocca.
12. DISPERAZIONE [a U*]
V* mi ha telefonato, gli serve un prestito di 9000 euro, gli ho detto che devo pensarci. È disperato, in cambio è disposto anche a fare sesso. Che faccio?
COROLLARIO VIA FACEBOOK AL PESCE N. 2
I.
Ma è vero! oltre le vite umane (la signora e il suo feto recalcitrante) si sono perduti inestimabili tesori. Non scherziamo. Se non ci credete andate a vedere in via Roma. L’area adesso è transennata, l’esplosione ha reso pericolante metà facciata del museo.
II.
Ecco cosa ha distrutto quella madre impazzita, nella sua furia antisimbolica. Per la città di Capua e per la Campania tutta è un danno atroce e irreparabile! www.provincia.caserta.it/museocampano/articoli.asp?catID=16
III.
La notizia è di pochissimo fa, io lo so perché mi trovavo in giro con un amico e mentre prendevamo un caffè abbiamo sentito il botto fino da corso Gran Priorato di Malta. Siamo arrivati a via Roma e usciva il fumo dal museo. Non ci hanno lasciato entrare ma una vecchia custode sconvolta ci ha detto quello che era successo. Una cosa assurda...
IV.
È veramente straziante. La sorte si accanisce contro Capua in un modo pazzesco. Non bastava l’invasione dei ratti giganti fuori Porta Roma, da una settimana a questa parte, con quei poveri bambini morsicati e finiti in ospedale con un dito o un orecchio di meno. Ora anche questo.
V.
D’altro canto, quella dei ratti giganti è sempre meglio dell’invasione delle piattole volanti dell’anno scorso. Non sia mai che si ripeta una simile iattura per Capua: ne siamo usciti a stento vivi. Fatemi fare una grattata, va’.
VI.
– Mio dio Marco, ti rendi conto che c’è ancora gente che ci casca?
– Ci casca nel cratere dell’esplosione? in effetti è ampio, è venuta giù anche tutta una parete della pinacoteca.
1. SEQUESTRO
Mi trovo prigioniero di una banda di teppisti a Latina, vi prego, aiutatemi, servono immediatamente 2500 euro o mi taglieranno un orecchio! Venite al km 115 della statale Sabaudia-Nettuno alle 7.45 ed entrate nell’edificio con la torretta. Non chiamate la polizia. Grazie.
2. ESPLOSIONE AL MUSEO
Hai sentito il botto? Una signora impazzita dopo un aborto mal riuscito ha fatto saltare in aria con una bomba carta la sala delle Matres al Museo Campano, stamattina! Lei è perita, feriti due custodi.
3. SUICIDIO AL FIUME [ad A*]
È successa una cosa terribile. B* si è buttato a fiume, sto correndo là, stanno DRAGANDO il Volturno con l’aiuto del circolo Le Regine del Travestì. Che tristezza!
4. CAMION PRECIPITATO [a C*]
Mi trovo al *** Museum e qui tutti sono sconvolti, è successa una cosa terribile, il camion è precipitato in una scarpata per 200 metri. Purtroppo non potremo più usarlo per il pianoforte. Ora vado con un amico dal povero sig. D* che è all’ospedale in condizioni critiche, nel salernitano. Un abbraccio.
– Dici davvero?
– Lo so, sembra incredibile... Vuoi venire anche tu?
– Sono in associazione a suonare, ora non posso. Ma dici sul serio davvero?
– Assolutamente. Pensa che stanno ancora cercando la sua gamba destra sul fondo del crepaccio, sperando di riuscire poi a ricucirgliela. Fortuna che quell’uomo è forte come un toro.
5. LITIGIO AMICALE [a E*]Sono stato ora alla SNAI e ho litigato di brutto con F*, è finita per sempre. Ora vengo da te e ti racconto tutto quello che ti teneva segreto. Ti farà male ma è giusto che tu sappia, perdonami anzi di aver taciuto fino a ora, ma ero vittima di un ricatto. Ora però basta. Ti voglio bene, arrivo tra cinque minuti, comincia a metterti seduta. O se preferisci camminiamo.
6. MINACCE [a G*]
H* è sotto casa I* e sta facendo il pazzo, la signora mi ha chiamato, sto andando a cercare di calmarlo. J* doveva andare al lavoro mezz’ora fa ma non può uscire o H* lo ammazza. Se non lo calmo io, chiameranno la polizia. J* è terrorizzato, dice la madre in lacrime.
7. DELITTO D'ONORE [a K*]
L* mi ha telefonato angosciato, M* ha beccato N* e O* in un bunker e li ha uccisi con una mazza di ferro, poi è andato a costituirsi e la polizia ha or ora portato la notizia ai familiari di N*. Una tragedia immane.
8. SUICIDIO IN GARAGE [a P*]
Sono il cugino di Marco, il poverino si è impiccato nel garage e ha lasciato una lettera per lei, dove dice di non sopportare che parta per la Colombia. Sappia che gliela faremo pagare...
9. ILLUSIONE CRUDELE [a Q*]
Ti amo.
10. REVIVAL CINEMATOGRAFICO [a R*]
Alle 4 del mattino su Iris i corti della Libera Università del Cinema 1993-1994!!! Anche Il grillo e La Madonna mi ha sorriso...!
11. ESECUZIONE [a S*]
Hai saputo? T* è morto, ucciso da dei naziskin che lo hanno lasciato sull’asfalto con un limone in bocca.
12. DISPERAZIONE [a U*]
V* mi ha telefonato, gli serve un prestito di 9000 euro, gli ho detto che devo pensarci. È disperato, in cambio è disposto anche a fare sesso. Che faccio?
COROLLARIO VIA FACEBOOK AL PESCE N. 2
I.
Ma è vero! oltre le vite umane (la signora e il suo feto recalcitrante) si sono perduti inestimabili tesori. Non scherziamo. Se non ci credete andate a vedere in via Roma. L’area adesso è transennata, l’esplosione ha reso pericolante metà facciata del museo.
II.
Ecco cosa ha distrutto quella madre impazzita, nella sua furia antisimbolica. Per la città di Capua e per la Campania tutta è un danno atroce e irreparabile! www.provincia.caserta.it/museocampano/articoli.asp?catID=16
III.
La notizia è di pochissimo fa, io lo so perché mi trovavo in giro con un amico e mentre prendevamo un caffè abbiamo sentito il botto fino da corso Gran Priorato di Malta. Siamo arrivati a via Roma e usciva il fumo dal museo. Non ci hanno lasciato entrare ma una vecchia custode sconvolta ci ha detto quello che era successo. Una cosa assurda...
IV.
È veramente straziante. La sorte si accanisce contro Capua in un modo pazzesco. Non bastava l’invasione dei ratti giganti fuori Porta Roma, da una settimana a questa parte, con quei poveri bambini morsicati e finiti in ospedale con un dito o un orecchio di meno. Ora anche questo.
V.
D’altro canto, quella dei ratti giganti è sempre meglio dell’invasione delle piattole volanti dell’anno scorso. Non sia mai che si ripeta una simile iattura per Capua: ne siamo usciti a stento vivi. Fatemi fare una grattata, va’.
VI.
– Mio dio Marco, ti rendi conto che c’è ancora gente che ci casca?
– Ci casca nel cratere dell’esplosione? in effetti è ampio, è venuta giù anche tutta una parete della pinacoteca.
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Pesce d'aprile
sabato 24 marzo 2012
«Le strade e le storie di Capua» in scena a Palazzo Fieramosca
In occasione della XX edizione delle Giornate FAI di Primavera, buona parte dei monumenti di Capua si troveranno a porte aperte (qui l'elenco completo), ma non solo: si replicherà ancora una volta, anzi più volte, la messa in scena del testo palascianesco Le strade e le storie di Capua. Dialogo didascalico in otto quadri dove i vivi parlano coi morti.
Il nuovo appuntamento è dalle ore 10.00 alle ore 14.00 di domenica 25 marzo 2012 in Capua, a Palazzo Fieramosca (via Fieramosca), dove si rivivranno le storie esemplari dei più grandi personaggi della storia capuana (Pier delle Vigne, Ettore Fieramosca, Ferdinando Palasciano, Giuseppe Martucci ecc.), interpretati dagli attori della compagnia La Mansarda Teatro dell'Orco diretti da Maurizio Azzurro. Il tutto sempre a cura di Architempo.
Per maggiori informazioni sull'opera, consultare la voce corrispondente nella Palascianopedia (qui).
Il nuovo appuntamento è dalle ore 10.00 alle ore 14.00 di domenica 25 marzo 2012 in Capua, a Palazzo Fieramosca (via Fieramosca), dove si rivivranno le storie esemplari dei più grandi personaggi della storia capuana (Pier delle Vigne, Ettore Fieramosca, Ferdinando Palasciano, Giuseppe Martucci ecc.), interpretati dagli attori della compagnia La Mansarda Teatro dell'Orco diretti da Maurizio Azzurro. Il tutto sempre a cura di Architempo.
Per maggiori informazioni sull'opera, consultare la voce corrispondente nella Palascianopedia (qui).
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| Roberta Sandias e Roberto Azzurro in Le strade e le storie di Capua, rappresentazione del 24 maggio 2009. Foto di Alessandro Santulli. |
giovedì 15 marzo 2012
Alcune foto a documento del 10 marzo 2012
In altro post si parlerà più avanti, con dovizia di dati e acconcio tono, del nostro sublime weekend con Antonio Moresco, incontro articolatosi nelle due presentazioni di Gli esordi di cui dicevasi in quest'altro post; ecco intanto, a parziale documento, sei foto relative alla serata di sabato al BAD museum di Casandrino. Cliccare sopra ognuna ad ingrandirle.
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Antonio Moresco
mercoledì 29 febbraio 2012
Antonio Moresco in Campania il 10 e l'11 marzo
Da tempo s'attendeva il ritorno in Campania di Antonio Moresco, uno dei massimi se non il massimo scrittore italiano vivente; storica è rimasta la presentazione dei suoi Canti del caos a Capua, nel 2009, a cura dell'Accademia Palasciania; e finalmente riecco. Sabato 10 marzo 2012 alle ore 18.30, in presenza dell'autore, io e Antonio D'Agostino presenteremo presso il BAD museum la nuova edizione di Gli esordi; domenica 11 marzo alle ore 11.00 se ne terrà una seconda presentazione presso l'OFCA. Ed ecco gl'indirizzi dei luoghi degli incontri: il BAD (Bunker Art Division) museum è a Casandrino (NA), in via Benedetto Croce 1 (ovvero in fondo a una strada del limitrofo comune di Sant'Antimo, via Ungheria); l'OFCA (Officina Cutillo Architetti) è a Caserta, in via Cesare Battisti 76 (nell'ex officina meccanica). Quanto all'incontro di due anni e mezzo fa, è documentato dai cinque post e mezzo del blog dell'Accademia qui linkati:
● Moresco e i «Canti» a Capua il nove ottobre, 1° ottobre 2009
● Accademici spot in rima e in prosa, 7 ottobre 2009
○ Commenti al post suddetto, 7-11 ottobre 2009
● Moresco a Capua: foto dell'evento, 10 ottobre 2009
● Anfiteatro: in gita con Moresco, 15 ottobre 2009
● Il video dell'incontro con Moresco, 18 ottobre 2009
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| Antonio Moresco e Marco Palasciano. Palazzo Fazio, 2009. Foto di Roberta Cacciapuoti. |
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Antonio Moresco
venerdì 24 febbraio 2012
Di nuovo in radio
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| Ciro Oppressore e Paolo Amato a Made in Love. |
mercoledì 15 febbraio 2012
Recensioni ufficiose
Chatto in facebook con una mia gentile lettrice (non innamorata di me, chiariamo, ma solo del mio scrivere), e mi scrive: «Sto centellinando il tuo libro, un capitolo al giorno, perché non voglio
che finisca. Poi prima di dormire mi metto a fantasticare sui
personaggi per come li descrivi tu». Infine, con l'emoticon in lacrime, mi esorta: «Produci qualcosa che possa
sostituire Prove tecniche di romanzo storico nella mia quotidianità!». In effetti son lento nel produrre.Già che ci siamo, riporto qui pure un pezzo d'un sms che ho ricevuto qualche giorno fa dalla medesima anima gentile: «Che bello il modo in cui leggendoti si passa continuamente dal sogno all'incubo, ed è tutta un'avvolgente, palpitante placenta onirica».
Sono ora troppo pigro per cercare, e qui inserire, i link alle recensioni ufficiali del romanzo (e che nostalgia la presentazione con Corrado Bologna al Palazzo Reale ecc.!), risalenti a quando ancora ci si sbatteva non poco per diffonderlo. (Sono passati sei anni dalla sua pubblicazione; e ha venduto, mi pare, solo un centinaio di copie.) Sono anche troppo pigro per finire meglio che si possa questo post; ma tanto questo blog non lo legge quasi nessuno.
Cliccare sull'immagine, se mai v'interessasse, per avere un assaggio del capitolo 6. (Mi commuove ripensare che il caro Raos copiò a lettera a lettera dal libro al post gli excerpta, anziché farsi venire in mente che poteva chiedere a me o all'editore il file testuale e fare, in un secondo, copia e incolla. Ma può darsi che ridigitare tutto gli fosse delizia analoga a quella che a un pianista viene dall'eseguir la partitura; dopotutto, si sa, io sono un Beethoven [vedi scheda].)
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